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24/05/2020 – Aggiornamento nuove attività per la DAD della Scuola dell’Infanzia

Attività 24/05/2020

 

Allievi di 3 anni

La frutta della primavera 

 

Allievi di 4 anni 

Fiori e frutta della primavera

 

Allievi di 5 anni

Fiori e frutta della primavera


Video per tutti gli allievi


Ascolta le storie per tutti gli allievi

 

Ascolto della storia: La rosa e la rugiada

In un giardino segreto, viveva una rosa elegante e profumata. Era molto bella, sempre gioiosa e felice, circondata da fiori dai mille colori.

La sua vita scorreva tranquilla in compagnia della sua cara amica; Goccia di Rugiada.               

la piccola Goccia, al sole, brillava come fosse d’argento e se ne stava sempre adagiata sui suoi petali.

Goccia di Rugiada, apriva il suo diario  ed iniziava a raccontare storie di viaggi ed incontri, facendole buona compagnia.

Erano così felici insieme, sino a quando, arrivò un gran caldo, i raggi del sole si abbatterono sui petali della Rosa e goccia di Rugiada si sentì sollevare verso il cielo, trasformandosi in una nuvoletta bianca.

Rosa  cominciò a disperarsi..quanto le mancava Goccia di Rugiada! Divenne così triste, da lasciarsi quasi appassire.

In un giorno freddo e cupo, alzando gli occhi al cielo la riconobbe..era proprio lei!

Goccia di Rugiada, guardando giù, si accorse della sua amica Rosa che, stava per appassire e rivolgendosi alle altre amiche nuvole disse: Presto tutti giù e si lasciarono cadere sotto forma di  pioggia

Goccia di Rugiada tornò a dondolarsi sui suoi petali.
Rosa tornò ad essere felice ascoltando le nuove storie di viaggi e di incontri della sua cara amica.

 

 

 

 

Ascolto della storia: Magia di una fragola diversa

In un bosco lontano dalla città c’era una fragola che era cresciuta da sola in un angolino sotto un albero. Era una fragola particolare, diversa da tutte: era a forma di cuore  e aveva un colore rosa pallido pallido. Non la voleva nessuno perché era troppo strana e avevano paura di mangiarla per via di quel colore così pallido.

Stanca di stare da sola e di essere ignorata fa tutti, si mise in cammino alla ricerca di amici. Cammina, cammina trovò, vicino alle radici di un albero gigante dei piccoli semini neri. I semini chiesero di unirsi a lei. La fragola li prese con sé e subito diventò bella rossa e succosa. Era  diventata una fragola piena di magia! Si rimise in cammino finché arrivò in una radura  dove c’erano tantissime fragole e li si fermò.

Un giorno un bambino andò nel bosco per camminare un pochino e vide, in mezzo alle altre, la bella fragola a forma di cuore. La mangiò con gusto e.. diventò magico. Tornato in città si accorse che riusciva ad esaurire tutti i suoi desideri. Decise allora di usare la  sua magia per aiutare i suoi amici generosi. Ma i desideri erano davvero troppi! Alcuni erano impossibili e altri esagerati.

Così la magia piano piano svanì. E la fragola? Quando il bambino aveva mangiato la fragola, un semino rimasto fra i suoi denti, era stato buttato per terra, nel bosco.

Da quel semino nascerà una nuova fragola a forma di cuore che porterà nuova magia a chi la saprà usare bene e regalerà fortuna, serenità e buona salute per tutta la vita!

 

 


 

Ascolto della storia: L’albero delle ciliegie

C’erano una volta due amiche Marta e Melinda.

In una mattina soleggiata, presero il cestino e si addentrarono all’interno del bosco canticchiando e giocando a rincorrersi tra gli alberi.. All’improvviso si parò, davanti  a loro, un enorme albero ricco di frutti rossi.

Le due bimbe si fermarono e decisero, visto l’altezza dei rami, di mettersi una in spalla all’altra, per poter raccogliere un po’ di ciliegie.

Melinda, più grande, prese in spalla la piccola Marta  che, con l’aiuto dell’amica,  arrivava bene al ramo. Stava per staccare la prima ciliegia, quando si sentì un lamento -Ahi!- Marta si fermò e chiese a Melinda -Ti ho fatto male amica mia?-

Linda rispose: -No a me no, ma anch’io ho sentito un gridolino- Marta rispose -Forse è stato uno scoiattolo- Linda era d’accordo con l’amica e decisero di ricominciare la raccolta, ma appena la manina di Marta si avvicinò all’albero di nuovo quel lamento

-Ahi!- Le due bimbe si spaventarono, Marta scese dalle spalle di Melinda  e insieme girarono introno all’albero, un po’ impaurite, un po’ incuriosite.. Stavano per completare il giro, quando senza volere, Melinda pestò una radice dell’albero a quel punto, si sentì un  vocione che disse.. -Spostati mi fai male!- Le bimbe capirono che la voce proveniva dal grosso l’albero e, guardando bene la corteccia, sul davanti, videro, che aveva occhi naso e bocca.. Le bimbe, dapprima si spaventarono, poi decisero di parlare con il vecchio albero, il quale svelò loro di essere un albero delle fate, che si doveva mimetizzare ogni volta, da albero da frutto di stagione per evitare di essere abbattuto.

Le bimbe ascoltarono la storia dell’albero ed essendo molto affezionate alle fatine del bosco decisero di aiutare l’albero, e misero un cartello, sulla corteccia con scritto

FRUTTI AVVELENATI  NON AVVICINARSI..

L’albero e le fatine furono così riconoscenti alle due bimbe che decisero di premiarle facendo  trovare delle ciliegie fresche tutti i giorni di primavera, davanti alle porte delle loro case, e ancora oggi, aprendo la porta, la mattina di primavera,  ringraziano il vecchio albero e le fatine  del regalo.

 

 

 


Attività 18/05/2020

Allievi di 3 anni

Educazione stradale

Allievi di 4 anni

Educazione stradale 

Allievi di 5 anni

Schede pregrafismo

Educazione stradale


Video

 


Ascolta le storie:

 

Ascolto della storia: Ricky e l’ educazione stradale

Oggi Ricky va in centro città con la mamma in bicicletta. Ricky indossa il casco e la mamma lo aiuta a sistemarsi sul seggiolino. Poi gli allaccia la cintura di sicurezza. Finalmente si parte. Prima la mamma guarda a sinistra. Poi a destra e poi di nuovo a sinistra. Non ci sono automobili in arrivo.

La mamma attraversa la strada con attenzione. Ora Ricky e la mamma stanno percorrendo la pista ciclabile. La bicicletta sfreccia veloce!

Wow! Mi Piace! Pensa Ricky. Presto, però, la mamma si ferma. Il semaforo è rosso. Tutti i veicoli devono fermarsi. Anche le biciclette.

“Verde” grida Ricky. Il semaforo ora è verde e tutti possono ripartire. Mamma pedala di nuovo veloce. Ricky sente il vento soffiare sul suo viso. Ding, ding, ding!

La mamma suona il campanello. C’è un cane che corre sulla pista ciclabile. La mamma non vuole rischiare di fargli male. “Arrivederci, cagnolino!” dice Ricky.

“La mamma mi porta a mangiare il gelato!” in città c’è molto traffico e tanto rumore. La mamma segnala con il braccio teso che deve girare, in bicicletta si segnala così quando si deve svoltare.

Ora la mamma scende e parcheggia la bicicletta. Poi aiuta Ricky a scendere dal seggiolino. Quindi chiude la bicicletta con il lucchetto, per evitare i ladri.

“E ora..corriamo a comprare il gelato!” dice la mamma. Ricky e la mamma camminano sempre sul marciapiede. E Ricky da sempre la mano alla sua mamma. Si sente sicuro e protetto. La gelateria è vicina, ormai.

Ricky e la mamma devono attraversare la strada: sulle strisce pedonali, naturalmente!

Prima guardano a sinistra, poi a destra. Quindi di nuovo a sinistra. Non ci sono automobili in arrivo: ora possiamo attraversare!

Ricky vuole un enorme gelato alla fragola. Mmmm! Buono! Slurp, slurp, slurp!..

Improvvisamente, Ricky sente qualcuno che lo chiama!  “Ricky, Ricky!”

Ricky si gira e vede Luca sull’altro lato della strada. Ricky vorrebbe correre incontro a Luca  ma la mamma lo ferma.

Attraversare la strada di colpo è molto pericoloso. Tra poco Luca lo raggiungerà con la  sua mamma e i due bambini gusteranno il gelato insieme.

 

 

 

Ascolto della storia: Il semaforo fortunato

C’era una volta un semaforo chiamato Prudenzio, era tanto vecchio che le sue luci erano ormai fioche per poter regolare il traffico della città.

Giudicato un pericolo per la circolazione, venne tolto dal suo angolo, portato in un vecchio magazzino, e lì abbandonato.

Il poverino, sentendosi inutile, si lamentava a gran voce: “Oh!Povero me, sono ormai un pezzo arrugginito e senza alcuna utilità, che nessuno vuole più! Oh! Se avessi ancora le mie luci!” Fortunatamente quella notte, il guardiano del magazzino, dimenticò di chiudere una finestra e i lamenti del povero Prudenzio, giunsero a Luminella, una piccola lucciola che, commossa, cercò il modo di soccorrerlo.
Pensa e ripensa, finalmente ebbe una grande idea: “Io so come fare ad aiutare quel povero semaforo, andrò a chiamare le mie amiche.” Dopo pochi minuti moltissime lucciole arrivarono nel vecchio magazzino, formando una nube luminosa, mai vista prima.
Entrate nel semaforo, esse lo resero luminoso più che mai. Lo splendente semaforo, tolto dal magazzino e ricollegato nel pieno del traffico urbano, divenne il più amato della città.

 

 

Ascolto della storia: Il semaforo

 Una volta, a Milano, in Piazza del Duomo, un semaforo fece una stranezza.
Tutte le sue luci, a un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come  regolarsi.
Attraversiamo o non attraversiamo? Ci fermiamo o non ci fermiamo?
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu.
In attesa di capirci qualcosa, gli automobilisti urlavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento. Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’ incrocio a regolare il traffico.

Un altro vigile cercò la cassetta coi comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente.
Prima di spegnersi, il semaforo blu fece in tempo a pensare: «Poveretti!
Io avevo dato il segnale di via libera per il cielo. Se mi avessero capito, ora
tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio».

 

 


Ascolto della storia: Pietro e i segnali stradali

Il giorno del compleanno dei 6 anni di Pietro, successe qualcosa di strano. Crescere insieme alla mamma, al papà e al fratellino più grande era stato bello e divertente e ora Pietro era grande: doveva compiere 6 anni! Il compleanno di Pietro era il 5 agosto. Era una bella giornata di estate e, in attesa della festa organizzata per il pomeriggio, Pietro, con la mamma e il fratello Francesco, erano andati al parco giochi.
“Non vi allontanate”, disse la mamma, che era seduta sulla panchina a parlare con la sua amica.

“Non andate oltre il cancello blu”.  Ora, a Pietro venne una gran curiosità di andare oltre il cancello blu. Il fratello Francesco, che lo seguiva sempre dappertutto, andò con lui. Dopo il cancello blu, che era aperto, si trovava un sentiero stretto stretto, molto misterioso. La curiosità crebbe ancora di più perché, in fondo al sentiero, si vedevano dei giochi bellissimi: uno scivolo tra i più alti e una salita per arrampicarsi che Pietro non aveva mai visto.

Pietro e Francesco corsero veloce sul sentiero: mamma aveva detto di non allontanarsi, perciò stavano andando di nascosto e volevano essere veloci.
Finito il sentiero, però,il parco giochi non si vedeva più. Pietro si trovò di fronte a una parte della città che non conosceva: grande, fatta di tante strade, automobili e motociclette che passavano, semafori.  Forse si era allontanato troppo.
Il fratellino disse: “Lo scivolo alto! E’ là in fondo, Pietro, ci andiamo?”.
Il bambino più piccolo aveva la vista acuta. Il parco giochi era lontano. Per arrivarci bisognava attraversare ancora tante strade e Pietro non sapeva come fare. Aveva voglia di andare, ma aveva anche un po’ paura. “Pietro, ci andiamo?”, ripeteva il fratellino piccolo.

Pietro si ricordò di un gioco di segnali stradali che aveva ricevuto in regalo il giorno prima. Era una scatola consegnali giocattolo, di legno, che Pietro aveva fatto finta di non guardare. Il primo segnale stradale era il semaforo e questo lo sanno tutti.
“Francesco, se vogliamo attraversare la strada, aspettiamo che la luce del semaforo di fronte a noi diventi verde”, disse Pietro e così fecero. 

Attraversarono la strada ma il secondo segnale era più difficile: era un triangolo, con il simbolo di un treno. “Pietro, guarda, è un triangolo con un treno dentro!”, disse  il fratellino.
Che cosa diceva la mamma, nel gioco dei segnali stradali, a proposito dei triangoli? Erano i segnali di pericolo! Pietro dovette fare uno sforzo di memoria: quel segnale voleva dire che, poco più in là, si trovavano dei binari e poteva passare un treno.
“Ah ora ho capito”, disse Pietro, “dobbiamo stare attenti perché potrebbe passare un treno. Camminarono ancora un po’ e si trovarono di fronte a dei binari. Il fratellino voleva attraversarli ma Pietro lo fermò in tempo: si sentì un suono forte, il rumore del treno sui binari..e poco dopo passò il treno. Quando il treno passò i bambini attraversarono il passaggio a livello e si trovarono di fronte a un altro segnale. Era un cerchio blu, con dentro un signore a piedi e una bicicletta.
“Guarda, Pietro, un signore che cammina dentro un cerchio blu”, disse il fratello piccolo.
Pietro si mise a pensare: che cosa voleva dire quando il segnale era un cerchio?
Un cerchio un cerchio..”il cerchio è un segnale di obbligo”.

“Francesco, siamo al sicuro! Su quella strada possono passare solo le persone che vanno a piedi e le biciclette. Andiamo!”.  I due fratelli corsero lungo la strada che si trovava dopo il cerchio blu e si ritrovavano al parco dello scivolo altissimo. Giocarono fino a stancarsi e dopo tornarono indietro, per farsi trovare dalla mamma, osservando con cura i cartelli, come secondo il gioco dei segnali stradali. Quel giorno, anche Francesco era cresciuto insieme al suo fratello grande, almeno per un pochino.  La mamma disse: “Dove eravate bambini? Siete andati oltre il cancello blu?”. “No mamma”, risposero in coro. Avevano imparato il gioco dei segnali stradali. Dovevano ancora imparare il gioco “di dire sempre la verità”.