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Tre nuove storie da ascoltare

 

Ascolto della storia: Il bruco e la lumaca

Vivevano nello stesso giardino un bruco e una lumaca. I due animaletti strinsero grande amicizia. Erano sempre a passeggiare insieme, insieme rodevano le foglie tenere e dolci.  Vita povera ma serena.

Un brutto giorno il bruco si fece lento, perdette i bei colori, si irrigidì e restò freddo, immobile, incartapecorito.

La Lumaca gli smaniò intorno, si disperò, lo vegliò a lungo piena di attenzioni e di cure.

E dopo alcuni giorni , dalla spoglia del bruco uscì una lucida  variopinta farfalla che, non appena le si furono spiegate e stese le ali, cominciò a volare tra i fiori e le erbe, vanitosa.

La lumaca che aveva assistito al prodigioso mutamento, si avvicinò alla sua amica che stava posata su una margherita e cominciò a parlarle lietamente e piena di ammirazione: “Come ti sei fatta bella! Sono proprio contenta! Se tu sapessi come mi sono spaventata quando ti ho vista…”

“Chi sei tu?” interruppe la farfalla “Quando mai ci siamo conosciute?”

Io vivo nell’aria e tra i fiori, tu strisci e sbavi nel fango e tra i vermi. Oh se il giardiniere ripulisse il mio giardino da certe strane bestie intriganti!”

La lumaca abbassò la testa e disse: “Va bene, va bene, non ci siamo mai viste… però ricordati che io ti ho conosciuta quando eri bruco”.

 

 

 

Ascolto della storia: Le uova fiorite

C’era una volta un coniglietto che voleva regalare a due bambini suoi amici tante uova di Pasqua. Per far loro una sorpresa, cercava un posto dove nascondere le uova. All’alba si avvicinò alla casa dei bambini col suo sacchetto rigonfio. Il prato Iì davanti era tutto coperto di fiori di croco, bianchi, gialli e azzurri, che somigliavano a tante uova colorate. Il coniglietto nascose le uova tra i fiori e se ne tornò a casa. AI sorgere del sole avvenne un fatto straordinario: i fiori del prato diventarono uova di Pasqua. Una colomba se ne accorse e andò in giro a spargere la notizia. Presto il prato fu pieno di bambini, mentre le uova di cioccolato continuavano a fiorire. Ancora oggi i vecchi del paese raccontano che quella sia stata la Pasqua più dolce di tutte.

 

 

Ascolto della storia: il coniglio Giacinto e le uova di cioccolata

Toc toc, bussò alla porta il coniglio con il cappello a cilindro.

“In che posso esserti utile?2 chiese la talpa Lalla mentre si affaccendava a fare le pulizie nella sua tana.  “Succede qualcosa di veramente incredibile, scende giù dalla montagna una montagna di cioccolata e siccome si avvicina la Pasqua vorrei farne delle gustose uova da donare a tutti i bambini. “Potresti custodirle per qualche giorno nella tua tana?”.

“Certo, sistemale pure qui da me” rispose la Talpa, “le conserverò con piacere”.

Così Giacinto raccolse una grossa quantità di cioccolato e la trasportò in fabbrica, facendosi aiutare dalla sua amica Lilly, una coniglietta tutta bianca, e assieme realizzarono tantissime uova di Pasqua.

Una volta terminato il lavoro, Giacinto si procurò un furgoncino trasferendo così le uova al suo interno.

“Ma dove porteremo tutto ciò?”, chiese Lilly a Giacinto.

“Non preoccuparti!”, disse lui, “La mia amica talpa le custodirà nella sua tana fino al giorno di Pasqua”.

Dopodiché raggiunsero Lalla, la quale le depose all’interno della sua tana, però, si avvidero che ne era rimasto solo uno, purtroppo per l’uovo non c’era più posto, allora Giacinto non avendo altro modo pensò di infilarlo nel suo cappello a cilindro.

“Questo lo custodirò io fino al giorno di Pasqua” affermò e così fece.

Venne il giorno della festa e il coniglio Giacinto si recò dalla amica talpa, si fece consegnare le uova e le depose all’interno del mezzo. Ad un tratto si ricordò di averne conservato uno dentro al cappello, fece per aprirlo ma con gran sorpresa si accorse che l’uovo si era trasformato in un delizioso coniglio.

“Ma come è potuto accadere?” chiese Giacinto rivolgendosi all’amica Lalla.

“Non ne ho la più pallida idea” rispose la talpa stupita.

“Vorrà dire che consegnerò le uova a tutti i bambini e solo ad uno di loro andrà in dono il coniglio di cioccolata.

Dopodiché Giacinto trasferì tutte le uova nel suo mezzo e con una certa soddisfazione mise alla guida il coniglio di cioccolata che con un certo orgoglio guidava il mezzo verso la casa di tutti i bambini per augurare loro una Felice e Buona Pasqua.